DEPRESSIONE. SOFFERENZA O SOLUZIONE?
Una lettura per i giocatori e le loro famiglie
DI CHIARA TARTAGLIONE
Oggi “depressione” è il nome che diamo ad una forma particolare del disagio psichico, il segno di un malessere che la nostra società produce. L’esperienza del soggetto depresso è quella di un vuoto: vuoto di senso, vuoto d’identità, vuoto d’essere. Questo libro è mosso dal tentativo di entrare dentro questa insostenibile sofferenza che abita l’essere, proprio a partire dal vuoto che anima le diverse declinazioni della depressione contemporanea. L’esperienza teorica e clinica della psicoanalisi applicata supporta la trattazione delle forme di disagio attualmente più diffuse, più discusse, ma, allo stesso tempo, più enigmatiche quali: la depressione del bambino, dell’adolescente, la depressione post-partum e quella senile. culture arcaiche il gioco è una pratica mediante cui l’uomo può permettersi di interagire con gli dei, ovvero uno spazio magico dove l’essere umano acquista poteri speciali che lo pongono al di sopra della sua posizione asservita agli spiriti superiori.
Nella società attuale il concetto di gioco è legato a quello dell’infanzia, età dell’oro dove il gioco stesso occupa un posto speciale e privilegiato per il bambino. Momenti ludici sono pensati anche per gli adulti, come delle piacevoli pause nello scorrere frenetico della quotidianità.
Non tutti quelli che giocano diventano gamblers, ma è pur vero che in qualche modo l’azzardo deve avere inizio. Si incomincia per vincere e poi non si finisce finché non si perde tutto.
Dove termina il divertimento e inizia la dipendenza? Questo libro vuole essere una riflessione su tale fenomeno che ha avuto una diffusione enorme negli ultimi anni, tanto da essere considerato un sintomo della società contemporanea. Se è vero che non c’è una “personalità gambler”, è pur possibile fare delle considerazioni su ciò che alimenta la spinta al godimento mortifero dell’azzardo, per tentare di dare un senso a tale dipendenza, ai giocatori e alle loro famiglie.
